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Reduce da una puntatina in Danimarca, un mio caro collega, tra un pub, una chiesa ed un concertino jazz, ha trovato il tempo di pensare a me, ed alla mia passioncina per la birra, e così mi ha portato una bottiglia di questa "Semper Ardens Winter Ale".
Ho approcciato questa birra con un pò di sospetto a causa delle "ciofeche" che ci propinano con l'esportazione da quel paese ma ho scoperto invece un mondo nuovo, tutt'altro che banale.
Il prodotto in questione si presenta in una bottiglia scura con l'inusuale volume di 0,70 lt, l'etichetta è quella che vedete nella foto, al collo della bottiglia poi è attaccato un piccolo piegabile in carta con foto della birra, storia e note degustative, putroppo tutto scritto in danese.
Oltre a queste note di confezionamento, sono stato colpito da una scritta messa in bene evidenza sull'etichetta "winter rye", avevo sotto mano quindi una birra di segale.
In ultimo prima di passare all'assaggio, la gradazione riportata è 6,5% Vol.
Stappata la bottiglia ho avuto la spiacevole sensazione di una birra piatta sul profilo aromatico, nessun odore fuoriusciva dal collo aperto.
Una volta versata nel bicchiere ho potuto notare il colore, ambrato con sfumature rossicce ed abbastanza velato. La velatura suppongo sia dovuta alla segale, in quanto la birra appare filtrata e quindi non è possibile attribuirla al lievito.
La schiuma ha un che di inglese, non è abbondante ma abbastanza compatta, non emana però alcun aroma.
Fin qui quasi deludente, ma all'assaggio ho avuto qualche piacevole sorpresa, il corpo è leggero, il primo sorso regala una fresca sensazione di agrumi e spezie, il sapore molto bilanciato tende leggermente all'amaro, un amaro elegante, rotondo, molto piacevole che si sviluppa ulteriormente nel finale, sempre accompagnato dal malto, come una sfumatura non avvertibile ma presente.
Proprio nel retrogusto ho trovato nella mia memoria un richiamo abbastanza evidente ai mostaccioli fatti con il miele d'api.
Carlsberg fa parte della storia della birra, avendo per primo isolato il lievito lager che insieme all'invenzione della Pilsner rappresenta un importantissimo tassello nell'evoluzione dell'industria birraria.
Questa birra dimostra che nei paesi nordici, dove la birra fa parte del tessuto storico e sociale, non ci si accontenta solo delle lager d'assalto.
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