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Ebbene si!
Che sia stato Seneca o S.Agostino il detto è giusto. Perseverare è diabolico. E noi abbiamo ripetuto l’incontro.
Le premesse erano ottime; non solo avevamo l’esperienza pregressa, ma in più questa volta eravamo al gran completo (più l’aggiunta del figlio di Eraldo. E’ bene che cresca con sani e virtuosi principi gastro-etilico-morali).
Si inizia.
Come al solito, alcuni di noi si apprestano montare velocemente l’impianto, per far si che l’acqua si riscaldi e la sessione brassicola possa partire.
Come al solito, qualcun altro si appresta a montare il tavolo, per far si che il nostro organismo inizi a riscaldarsi e per far posto alle vivande della parte "degustativa" della giornata.
Forse a molti sembrerà strano che cinque uomini (alcuni maturi, altri un po' meno) si ritrovino in una gelida mattina a fare birra; vi posso assicurare che lo è ancor di più se, dopo una veloce colazione con brioche fatte in casa (viva Santa Maria Luisa!) e caffè, alle nove di mattina si stappi una birra ad accompagnare snack al formaggio e crostini con patè di verdure e fegatini di pollo.
Chi ben comincia,è a metà dell’opera.
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la colazione del cavaliere

un uomo(??) ed il suo duro lavoro
La griglia in questo incontro non è stata l’attrice protagonista. Sebbene sia stata chiamata in causa fin dalle 10:30 di mattina ed abbia sfornato una dozzina di salsicce e altrettante fettine di pancetta, abbiamo spostato a pochi metri il baricentro dell’incontro. Il cucinino di Eraldo.
In questa piccola stanza abbiamo preparato due ricette “partorite” dalla estrosa fantasia (NDWM: mente malata) dei cavalieri, durante uno dei tanti incontri settimanali: pasta al ragù di cinghiale cotta nel mosto della birra e soffritto di maiale saltato nella Gueze.
Il normale “ordine” nel susseguirsi delle pietanze è stato da noi “personalizzato”, abbiamo realizzando un ipertesto letterario applicato di natura gastronomica; dai salatini, al cioccolato; dal patè di asparagi e tartufi estivi (quelli che crescono sotto l’ombrellone?) ai fonzies, abbiamo fagocitato tutto.
Non è ben chiaro se abbiamo mangiato e bevuto negli intervalli offerti dalle fasi della lunga preparazione della birra, o se abbiamo fatto la birra durante la pause a tavola.
Per concludere, il rituale lancio di cibo con acrobazia. Porta fortuna.
Aspettiamo il terzo atto; vediamo se superiamo il record attuale di sedici bottiglie vuote lasciate sul tavolo (NDWM: si ma questa volta non le mie). |
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