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Premessa
Le patate mpacchiuse non sono una ricetta bensì un'istituzione, esse rappresentano una componente importante dell’alimentazione dei cosentini, soprattutto durante la crescita, per quanto ci possano essere eccezioni noi cosentini veniamo su a patate mpacchiuse e nzalata i pimmaduari.
Se faccia bene o male “incufuzzarsi di patate mpacchuse” non sta certo a me dirlo, di sicuro una volta conosciute non se ne può più fare a meno.
Come si preparano
Le patate devono essere a pasta gialla e soda, pelate e lavate e quindi affettate sottilmente ma non troppo, uno spessore di 2-3 millimetri dovrebbe permette una cottura corretta ma in genere non cucino con il calibro a portata di mano.
Si scalda dunque un po’ di olio in una padella ed una volta caldo si buttano le patate, dalle nostre parti si affettano facendo cadere le fettine direttamente nella padella ma ognuno può regolarsi come preferisce.
La fiamma deve essere moderatamente alta e le patate durante la cottura devono “incollarsi” (da cui mpacchiuse), quindi non bisogna rimestare troppo, soprattutto quando sono prossime alla cottura in quanto potrebbero rompersi.
Se avete un buon polso vi consiglio di farle saltare senza utilizzare nessun attrezzo. Salate a metà cottura. Le patate saranno pronte in 20-25 minuti, si presenteranno appiccicate a piccoli gruppi con le fette più esterne ben rosolate.
Varianti
Se si aggiungono peperoni avrete le mitiche “patate mpacchiuse cu i pipi”, per prepararle basta affettare i peperoni (quelli lunghi e verdi) nella padella dopo che sono state aggiunte le patate.
Esistono poi numerosi convinti estimatori delle “patate mpacchiuse cu i cipuddre”, in tal caso occorre aggiungere una o due belle cipolle rosse di Tropea affettate sottilmente.
Se vi trovate una o due salsicce, sbollentatele in acqua, spellatele, tagliatele a tocchetti e fatele rosolare insieme alle patate.
Essendo un piatto cosentino non vi discosterete dalla tradizione (anzi) se butterete nell’olio caldo un bel peperoncino piccante, a tal proposito ricordate che per quanto piccante è sempre possibile dosare la “forza” del peperoncino in questa maniera:
minimo possibile: buttate il peperoncino nell’olio intero, senza romperlo
intemedio: aprite il peperoncino a metà in modo che rimanga un pezzo unico
deciso: eliminate completamente i semi e buttate nell’olio solo la parte esterna
massimo: aprite il peperoncino, buttate i semi nell’olio e quindi anche il resto
Pane e formaggio
Il giusto accompagnamento di questo piatto (da molti considerato un piatto unico) è l’ottimo pane calabrese, soprattutto la pitta.
Personalmente trovo inoltre molto gradito assaporare insieme alle patate mpacchiuse ed alla pitta anche una bella fetta di caciocavallo silano fresco.
Bambini
Come dicevo in apertura, per noi cosentini le patate mpacchiuse rappresentano “l’alimento dell’infanzia".
Io ho tre bambini e non riesco mai a mangiare questo piatto perché qualunque quantitativo ne prepari riescono sempre a finirlo tutto loro.
Ingredienti
Data la semplicità sono sicuro che riuscirete a riprodurre questa ricetta senza problemi. Vorrei però sottolineare l’importanza della territorialità.
Per avere un risultato ottimale dovrete utilizzare patate della Sila, questo famoso e bellissimo altipiano infatti, grazie alla ricchezza di potassio del terreno e delle forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, favorisce l’aumento degli zuccheri nelle patate.
Grandissima importanza riveste anche l’olio, il consiglio è sicuramente quello di utilizzare olio calabrese, ma la Calabria è grande e le varietà di olio prodotto sono tante.
L’olio che reputo più adatto per le patate mpacchiuse è quello della dop bruzia, in particolare quello “Valle Crati” giallo o verde, delicatamente fruttato e con un sapore dolce-piccante.
Evitate di usare un olio qualsiasi, l’olio fa parte integrante del sapore di questo piatto e non ne occorre molto.
E' tutto, non mi resta che augurarvi buon appetito.