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Ero insieme ad un amico quando ho comprato questa bottiglia e nel momento in cui ho chiesto alla gentile proprietaria che volevo una "krik" l'ho visto guardarsi intorno per capire se ci trovavamo in un beer shop o in un negozio di ricambi auto.
La curiosità che mi spinge ad aprire questa bottiglia è tanta, forse perché l'approccio alla gueuze è stato positivo, forse anche perchè i miei tentativi di brassaggio con la frutta hanno prodotto risultati interessanti proprio con le ciliegie, o forse perché ho nella mente il ricordo della "morte subite" che ho assaggiato questa estate.
Quest'ultima birra non mi è dispiaciuta, anche sapendo che non si tratta di un vero lambic, viene prodotto con l'aggiunta di succhi di frutta, in maniera industriale e molto probabilmente con asettiche fermentazioni controllate.
Dunque dicevo che non mi è dispiaciuta ma mi ha incuriosito, da quel momento il mio unico scopo nella vita è stato quello di "assaggiare un vero lambic".
Apro dunque la bottiglia da 37,5 cl in mio possesso, si tratta della Boon Kriek 100% lambic, la temperatura di servizio è altina, intorno ai 10°, in modo da mettere in risalto gli aromi.
Levo il tappo di sughero, noto subito che la pressione non è eccessiva, il mio naso inoltre viene invaso da una tanfo di ciliegia da svenire.
Verso nel mio bicchiere, si accende di un rosso tenue che si accentua man mano che vado riempiendolo.
Alla fine mi trovo con un rosso cupo che in trasparenza mostra una insperata chiarezza ed un fine perlage, il tutto è sormontato da due dita di schiuma "rosa" morbida e persistente.
L'odore adesso assomiglia a quello di uno sciroppo di ciliegia con delle note di vaniglia.
In bocca è morbida, avvolgente, equilibrata, una punta di dolce, un accenno di acidità, una assenza totale di amaro.
C'e' qualcosa che non va, in bocca è fine, molto fine, gustosa, ma... Non è come la gueuze... E'... Buona d'animo, tranquilla, soave... Mi toccherà assaggiarne un'altra, magari più "estrema", magari la Cantillon Kriek!!!
Mentre mi abbandono a questi pensieri faccio roteare il liquido per sprigionare di nuovo i suoi aromi... Adesso il mio naso malato avverte qualcosa che il mio cervello non riesce a decifrare... Sembra un pò l'odore di un posto umido, chiuso... Mi ricorda lo studio del mio maestro di musica, quand'ero bambino, la quiete di un pomeriggio estivo rotta dai barriti del mio flicorno baritono.
E poi quell'accenno di vaniglia che ritorna, quasi fosse passata di li una ragazza, con la sua maglietta di cotone leggero, un attimo, una visione poi di nuovo muffa e note stonate...
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Ma torniano alla nostra Boon, c'e' anche qualcos'altro che mi fa pensare, non vorrei aver preso un abbaglio ma mi è parsa filtrata.
Non c'e' nulla di male a filtrare la birra, ma ad un appassionato di birra artigianale questo sembra un passo forte verso la standardizzazione del prodotto, verso la patinata omogeneicità del ciclo continuo.
A questo punto, per vostra fortuna non ho più nulla da dire sull'argomento.
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Kriek
La Kriek si ottiene dal taglio di lambic il cui invecchiamento medio ponderato è superiore o uguale ad un anno e la cui componente più vecchia è maturata per almeno un anno in barili di legno.
Per ottenere la Kriek a questa miscela si aggiungono ciliegie, succo di ciliegia tal quale o concentrato in quantità tale da costituire, in termini di peso equivalente di ciliegie, da un minimo del 10% ad un massimo del 25% del peso del prodotto finito.
(fonte: Stefano Cossi - maggio 2001 - Il Lambic tradizionale)
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