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L’altro giorno ero andato a trovare un amico per una intervista sul suo locale ed alla fine della chiacchierata mi ha omaggiato di un bottiglietta da 33cl di un birra che non conoscevo, la “ADELARDUS”, una birra belga della brewery of Kerkom (Bink) della città di Sint-Truiden.
Vi dico subito che la birra in questione è ottima: una scura d’abbazia che nasconde i suoi 7° alcolici dietro un corpicino snello ed un gusto assolutamente bilanciato che la rendono bevibile e godibile fino all’ultima goccia.
Nel calice si presenta di un colore mogano velato, sormontata da una schiuma cremosa ma non eccezionalmente persistente. Il profumo è delicato con note floreali e speziate. All’assaggio risulta bilanciata nel rapporto dolce amaro con lampi di cioccolato e un bel finale lungo e leggermente amaro ma più da tostatura che da luppolo, seguito da un non so chè,… Come un'ombra di pepe. Ritornando ad annusare la birra nel bicchiere si avverte una speziatura molto delicata, forse agrumi.
Come mia abitudine, tra un sorso e l’altro do un’occhiata all’etichetta, che soprattutto nel caso delle birre belghe, può regalare utili informazioni.
Si vede un frate rubicondo, disegnato con tecnica fumettistica, che mostra, facendo l’occhiolino, un calice pieno di birra marrone e sormontato da una schiuma che sembra panna (in effetti sembra che abbia in mano un frappè al cioccolato). Alle spalle di questo monaco appare in tutta la sua imponenza una abbazia medievale.
Fin qui niente di strano ma è analizzando la lista degli ingredienti che viene fuori la sorpresa, infatti, dopo aver combattuto un poco con le parole riportate rigorosamente in fiammingo ecco quello che risulta:
Acqua, Malto, Lievito, Luppolo, Zucchero candito, Gruut
Gruut? Ma non era quell’intruglio di erbe e spezie che si usava prima dell’introduzione del luppolo e che ne sostituiva le funzioni antisettiche, stabilizzanti ed aromatiche?
Da prima ho pensato che volesse solo dire ‘spezie’ in fiammingo, ma una visita al sito web del birrificio ha definitivamente sciolto i dubbi, si tratta proprio di gruut (o gruit), costituito (in questo caso) da 10 componenti diverse e la cui composizione rimane un segreto.
Una curiosità sul gruit, emersa durante queste semplici ricerche, è quella che pare fosse sottoposto a monopolio da parte di grandi possidenti i quali, grazie ad una cerchia di artigiani al loro soldo, producevano, ed imponevano l’utilizzo, del loro gruit per la fabbricazione della birra.
I frati, che non erano soggetti a questi obblighi, cominciarono a cercare un sostituto per questo costoso ingrediente. Fu così che iniziarono ad usare il luppolo.
Infine una nota sul nome, pare che “Adelardus” sia stato l’abbate che ha ristrutturato ed ingrandito la chiesa rendendola una delle più grandi della sua epoca.
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