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C'è stato un tempo in cui chi scrive si dilettava a gironzolare per i pub tracannando boccali da litro ed ingozzandosi di panini e patatine.
Delle birre di quel periodo ricordo ben poco tranne di una che colpì la mia immaginazione, era una birra gialla e torbida che mi fu servita in un grande bicchiere alto senza manico, una specie di vaso da fiori.
Quella birra era diversa da tutte le altre, aveva un intenso profumo che allora un poco mi infastidì, una schiuma densa e cremosa ed un aspetto, l'ho già detto prima, quanto mai torbido.
I miei amici mi guardavano un poco disgustati mentre, nonostante il forte odore emanato da quella creatura effervescente, continuavo a bere senza fare piega alcuna.
Il fatto è che ad ogni sorso mi innamoravo sempre più di quella bevanda ed anche se ci sono voluti altri dieci anni prima di incontrarne un'altra, è stato come il rivedere un amore che sfiorò la nostra vita lasciandoci un dolce ricordo e dopo tanto tempo ritorna per deliziarci ancora.
L'esperienza e la conoscenza rese il secondo incontro molto più consapevole ed appassionato tanto da provarmi nell'impresa di replicare in casa la birra in oggetto che a questo punto seppi trattarsi di una spumeggiante Weizen bavarese.
Da home-brewer ho quindi fatto conoscenza con un ingrediente meraviglioso che diventò per me indispensabile.
L'ingrediente in questione è il malto di grano che trova un posto consistente nelle Weizen potendo raggiungere il 70% del peso complessivo dei grani utilizzati. Il malto di grano ha però una cattiva reputazione tra gli home-brewer in quanto tende ad intasare il filtro (vedi sezione sulla tecnica).
Ma perchè questo ingrediente è così importante per le weizen? Il grano tende a lasciare nella birra più proteine rispetto all'orzo e di conseguenza le weizen presentano una schiuma meravigliosa che sorretta da una frizzantezza ben evidedente forma uno spesso cappello bianco, compatto e soffice.
Il grano inoltre tende a rendere il corpo leggero e regala una nota lievemente acida che contribuisce a rendere la birra particolarmente dissetante.
Ciò che invece rende torbida questa birra è il lievito, un lievito particolare che fermenta a temperature alta (~18°C) e che ha la tendenza a restare in sospensione.
Il lievito è il responsabile nelle Weizen oltre che dell'aspetto anche dell'inconfondibile aroma, un intenso aroma di frutta matura che gli intenditori indicano come "banana e chiodi di garofano" unitamente a profumi di pane e di malto.
In secondo piano in questa birra il luppolo, utilizzato solo per bilanciare appena il dolce del malto e scarsamente (ma l'universo della birra è grande) utilizzato per aroma e sapore.
Se avete già letto gli altri miei articoli comincerete a sospettare che le birre mi piacciono tutte ma non è così, approccio le birre che mi capitano sempre con spirito critico e così ho fatto con una bottiglia portata da Monaco da mio cognato e che recava sull'etichetta un marchio storico "Weihenstephan", un'istituzione bavarese.
Ebbene la bottiglia in questione mi fece ricredere sulle Weizen, infatti era una bottiglia di Dunkel-Weizen, cioè la sorella scura: questa è ancora meglio, insieme a tutte le caratteristiche della prima aggiunge una morbidezza ed una eleganza in bocca impareggiabili, nel già intenso bouquet si inseriscono delle dolci note tostate, una esperienza gustativa altamente evocativa.
Eh si, forse avete ragione, mi piacciono proprio tutte, sono proprio senza speranza, tutte eccetto le solite lager industriali che ormai invadono ogni angolo del pianeta e che hanno poco da regalare in termini di gusto e profumo. |
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E correndo m'incontrò lungo le scale
Quasi nulla mi sembrò cambiato in lei
La dolcezza poi ci avvolse come miele
Per il tempo scivolato su noi due...
("Canzone quasi d'amore" Francesco Guccini)
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