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Il mito di Pandora
Zeus, infuriato dal furto del fuoco divino commesso da Prometeo, decise di punire questi e la sua amata creazione: il genere umano. Prometeo venne incatenato ad una roccia ed ogni giorno un'aquila gli divorava il fegato: l'organo ricresceva durante la notte e così, la mattina successiva, il tormento riprendeva. Per punire gli uomini Zeus ordinò ad Efesto di creare una bellissima fanciulla, Pandora, alla quale gli dei donarono grazia e ogni sorta di virtù.
Ermes, che aveva dotato la giovane di astuzia e curiosità, venne incaricato di condurre Pandora dal fratello di Prometeo, Epimeteo. Questi nonostante l'avvertimento del fratello di non accettare doni dagli dei, sposò Pandora. Ella aveva con sé un vaso regalatole da Zeus che conteneva tutti i mali del mondo, il quale le aveva ordinato di lasciarlo sempre chiuso. Ma, spinta dalla curiosità, Pandora disobbedì: aprì il vaso e da esso uscirono tutti i mali del mondo che si abbatterono sull'umanità. Sul fondo del vaso rimase solo la speranza, l'ultima a morire. (fonte wikipedia)
L'omonima birra
Ora il punto è: perchè Luigi Serpe, bravissimo birraio di Maltovivo, ha chiamato questa birra "Pandora"? Prima o poi glielo chiedo direttamente, per il momento accontentatevi dell'idea che mi sono fatto io dopo aver goduto di questo prodotto più volte.
Pandora era una fanciulla "meravigliosa", dotata di ogni sorta di virtù, grazia, bellezza, intelligenza, astuzia ecc.
Probabilmente era anche un'ottima cuoca e magari una moglie fedele e di sicuro, oggi, sarebbe stata anche una buona manager, una campionessa di sport estremi, un'ottima madre, una brillante ricercatrice ed una artista d'avanguardia.
I motivi per cui sarebbe riuscita in tutto ciò sono da ricercarsi in due delle doti che aveva ricevuto in dono dagli dei: la curiosità ed il coraggio. Queste due doti messe assieme possono portare a compiere qualunque tipo d’impresa. anche a costo disubbidire e quindi farsi carico di un rischio.
Il modo in cui va a finire il mito di Pandora lascia un po' l'amaro in bocca, ci regala la solita visione della Donna come "rovina del genere umano", come elemento di disturbo, come punizione divina alla volontà di conoscenza degli uomini. Non a caso Pandora ricorda molto da vicino la biblica figura di Eva tentatrice.
Si, ma la birra?
Luigi mi ha riferito, parlando di questa sua creazione, di avere a lungo studiato le triple belghe, in particolare
la ONDINEKE TRIPLE di Glazen Toren. Dopo tanto studio ha interpretato lo stile arrivando a creare qualcosa di veramente unico.
Il colore è un ambrato-rame molto bello, la carbonatazione bassa fa sì che si formi un cappello di schiuma sottile ma persistente.
Al naso dominano profumi di frutta matura, pesca bianca, un accenno di pera insieme ad un sottile speziato. In bocca è rotonda, con forti note di miele, piacevolmente dolce e con un corpo presente ma non fastidioso che unito alla bassa carbonatazione la trasforma in una sorta di seta liquida che scende piacevolmente in bocca regalando un finale lungo ed appagante.
Poche birre possono evocare la femminilità come questa ed ecco che il significato di quel nome ritorna con tutta la sua forza.
Bellezza, femminilità, erotismo, intelligenza, poesia, potrebbero quindi essere i parametri da usare per misurarsi con una bottiglia di Pandora, ma come accennato prima, io preferisco le componenti di rischio, coraggio, ed addirittura disubbidienza, e mi riferisco ovviamente alla caparbia perseveranza di Luigi Serpe ed ai suoi esperimenti.
Una grande birra che mostra un'ottima attitudine all'invecchiamento, con il suo forte tenore alcolico ed il grande contenuto in destrine che naturalmente, con il tempo, saranno attaccate dai lieviti, regalandoci ulteriori sorprese. Io personalmente ne ho preso due cassette e ne consumo con parsimonia proprio per osservarne l'evoluzione.
Per quanto riguarda gli abbinamenti ho già avuto modo di assaggiarla con un azzardoso gulasch e con formaggi stagionati e dolci di Natale. Non essendo però particolarmente bravo nell'accoppiare birra e cibo vi lascio il piacere della scoperta.
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