19 50 77 - Terno secco sulla ruota di Salerno
Eraldo Corti - Aprile 2009
L’apertura del birrificio di Castel San Giorgio, SA, mi è stata comunicata lo scorso Dicembre da un caro amico. Incuriosito ho immediatamente preso contatto per poter assaggiare le loro birre che mi sono arrivate in pochi giorni.
La confezione giunta al negozio, di forma prismatica a base triangolare, contiene tre eleganti bottiglie da 75cl, serigrafate e guarnite di capsula termorestringente, che pare diventato uno standard per le birre italiane, nonché collarino descrittivo.
Tre, dunque, delle quattro birre prodotte da AEFFE, i cui nomi, ispirati alla cabala, sono 19 “a resata”, 50 “o’ marinare’” e 77 “e riavule”.
Ha ha ha, ridi che mamma ha fatto la birra
La prima ad essere aggredita dalla mia curiosità è stata la più leggera, la "19”, ispirata alle Alt di Dusseldorf. Si tratta di una birra dal colore ambrato chiaro, con riflessi ramati. Nel bicchiere forma un bel cappello di schiuma persistente delicatamente profumato di luppolo e lievi note di miele. In bocca si avverte un corpo molto leggero ed una prima impronta di malto la cui corsa però è brevissima e finisce subito in un gradevole amaro, leggermente astringente, che dura a lungo.
Nonostante l’insoddisfazione apparente del birraio, che mi ha detto di stare ancora lavorando sulla ricetta di questa birra, mi ha fatto una gran bella impressione, ottima come aperitivo oppure a tutto pasto, flessibile nella sua gradazione moderata e nell’armonia dei sapori.
Ma come fanno i marinai... A berne solo una?
Molti appassionati birrofili si sono avvicinati alle birre di qualità grazie alle weizen, le classiche birre di frumento bavaresi.
Il motivo probabilmente è dovuto alla presenza del lievito che le caratterizza e le rende “vive”, oltre a presentare i benefici effetti dell'alta fermentazione in termini aromatici.
Molti però, con il progredire della passione e l'affinamento del gusto, se ne allontanano poichè diventa palese la quasi impossibilità di trovare buoni esemplari in circolazione.
50 “o’ marinare’” è esattamente una weizen, ma non una qualsiasi, questa è una delle migliori da me assaggiate. Birra spettacolare, dall’aspetto velatissimo, colore arancio e schiuma soda e voluminosa. Il profumo di banana domina completamente ma lascia spazio ad un cenno di erbaceo, pane caldo, un non so che di leggermente pungente.. In bocca scivola dolcemente, di corpo leggero e grande sapore presenta una deliziosa e lieve nota amara nel finale. Grandiosa.
Diabolicamente buona!!!
77 “e riavule”, ispirata alle dubbel belghe, di colore ambrato scuro, con riflessi rossastri, presenta una carbonatazione molto bassa, in netto contrasto con le cugine di origine trappista. Ricorda per certi versi l'esperienza della birra Pandora, del bravissimo birraio campano Luigi Serpe.
In questa birra prevalgono nei profumi i frutti rossi e le note di leggera tostatura. In bocca è intrigante, delicatamente speziata, con poderoso malto ed un tappeto di amaro bilanciati perfettamente. Non è una birra da prendere alla leggera e riesce a dominare i formaggi più impegnativi, anche erborinati. Da notare la possibilità di far maturare questa birra, provate a dimenticarvene qualche bottiglia i cantina per un anno, avrete di sicuro sorprese entusiasmanti.